La Forza del Destino


Informazioni Generali


GeneroOpera .  LinguaItalianoAnno della Prima1862Atti4

Trama


Nella casa dei marchesi di Calatrava, a Siviglia. Leonora, la figlia del marchese, riceve la buonanotte dal padre. Rimasta sola, la giovane dà sfogo con le lacrime al suo intimo tormento: ama Don Alvaro, un giovane di nobili origini ma di sangue misto, con il quale ha deciso di fuggire; ma ama anche il padre, che osteggia il suo legame sentimentale poichè lo ritiene disonorevole per il casato. Giunge Alvaro: tutto è pronto per la fuga e Leonora, abbandonate debolezze e perplessità, si appresta a lasciare la casa paterna quando, all’improvviso, il marchese di Calatrava irrompe armato nella stanza. Leonora si getta ai suoi piedi mentre Alvaro, proclamando l’innocenza della giovane, si assume ogni responsabilità e offre addirittura la propria vita all’ira del marchese. In segno di resa getta lontano da sé la pistola ma questa, nell’atto di colpire il pavimento, lascia partire un colpo che ferisce a morte il marchese. Alvaro, atterrito e impotente, trascina con sè Leonora, maledetta dal padre nell’atto di esalare l’ultimo respiro. 
Sulle tracce della sorella Leonora e di Alvaro, Don Carlo di Vargas è giunto travestito da studente all’osteria del villaggio di Hornachuelos. Fingendo buonumore e semplice curiosità, interroga mastro Trabucco, il mulattiere, sulla misteriosa persona che egli accompagna in viaggio. Intanto Leonora si è accorta della presenza del fratello e si tiene nascosta con prudenza. Giunge Preziosilla, una giovane zingara, che incita i presenti a lasciare la miseria del villaggio e a cercare la fortuna in Italia, nella guerra contro i tedeschi. Poi, l’arrivo dei pellegrini che vanno al giubileo spinge tutti a inginocchiarsi e a pregare. Il raccoglimento è di breve durata: un fiasco di vino riporta allegria e il falso studente si rivolge di nuovo al mulattiere, chiedendogli se la persona che accompagna è un uomo o una donna e perché non sia scesa a cenare. Le domande alla fine stancano Trabucco, che sceglie di andarsene a dormire in compagnia delle sue mule, senz’altro meno noiose dei baccellieri. Invitato a rivelare la sua identità, lo studente afferma di chiamarsi Pereda, di venire da Salamanca e di essersi trovato suo malgrado coinvolto in una brutta storia. Il padre di un suo amico, Don Carlo di Vargas, è stato ucciso dall’amante della figlia ed egli ha accettato di seguire Don Carlo a Cadice sulle tracce dell’assassino. In seguito, partito l’amico per il Sudamerica, egli è tornato ai suoi studi. Tutti credono alla storia tranne Preziosilla, che si prende gioco dello studente, ma ormai la notte è sopraggiunta e tutti si ritirano. 
All’alba, davanti al convento della Madonna degli Angeli giunge sfinita Leonora. La fanciulla ha udito della fuga in America di Alvaro, che credeva morto, e ha compreso i crudeli progetti del fratello. Disperata, chiede ospitalità ai frati: ma non in convento, bensì in un eremo, vicino ma completamente isolato. Il padre guardiano è inizialmente perplesso da una richiesta così estrema, ma Leonora espone la sua situazione in termini talmente drammatici e commoventi che alla fine la chiesa del convento si apre e i frati si riuniscono accogliendo la supplica. 
È notte. Don Alvaro, capitano dei granatieri spagnoli stanziati in Italia per la guerra ai tedeschi, ripensa alla tragica notte in cui il suo destino è stato segnato: Leonora è morta; quanto a lui, che vive sotto mentite spoglie, non sente più alcun attaccamento alla vita. Grida di aiuto lo distolgono dai suoi cupi pensieri. Alvaro accorre e trae in salvo da una squallida bisca un uomo; questi, che è poi Don Carlo, gli si dichiara subito riconoscente offrendo la sua opera per la causa comune. Durante la battaglia, Alvaro è gravemente ferito. Carlo, giunto al suo capezzale, lo esorta a resistere e gli promette come ricompensa per il suo valore l’ordine di Calatrava. A queste parole Alvaro ha un sussulto, poi, rimasto solo con l’amico, gli affida una valigetta che racchiude le cose a lui più care e alcune lettere che lo prega di distruggere. Carlo sospetta che l’amico possa essere Alvaro, ma non vuole mancare al giuramento e leggere le lettere consegnategli; tuttavia, aprendo la valigetta scopre un ritratto di Leonora: in un attimo l’amicizia si muta in disprezzo e desiderio di vendetta. Quando il chirurgo comunica che Alvaro è fuori pericolo, Carlo esulta: finalmente, potrà riscattare l’onore dei Vargas. 
Alvaro è ormai convalescente, ma pur sempre oppresso da un inconsolabile dolore; Carlo lo affronta chiedendogli di battersi. Alvaro dapprima rifiuta e si proclama innocente, appellandosi a Leonora e a suo padre; ma quando Carlo gli rivela che Leonora è ancora viva dà sfogo a tutta la sua gioia, chiedendo all’amico di estinguere ogni odio consentendogli di sposarla. Carlo è però inesorabile: ritroverà la sorella, ma al solo fine di punirla del suo peccato. I due si battono, ma la ronda interviene e li divide; mentre Carlo è trascinato via furibondo, Alvaro decide di chiudersi in un chiostro per tutta la vita. Ormai è giorno fatto. Preziosilla apre la sua baracca a tutti quelli che vogliono conoscere il loro futuro; i soldati cominciano a bere e fanno ressa attorno a Trabucco, che sbarca il lunario facendo il venditore ambulante; alcuni contadini affamati chiedono pane, mentre giungono le reclute, subito attorniate da giovani vivandiere che offrono loro bicchieri di vino. Preziosilla esorta tutti a non avvilirsi e a dimenticare la guerra folleggiando, ma, mentre gli animi si accendono, giunge fra Melitone, del convento della Madonna degli Angeli, che si scandalizza per un tale comportamento. I soldati vorrebbero conciarlo per le feste, ma Preziosilla interviene, esortandoli a impiegare le loro energie per la vittoria sul nemico e per la gloria. 
Fra Melitone è ritornato al suo convento e distribuisce la minestra ai poveri di Hornachuelos; ma non ha pazienza ed è esortato alla carità dal padre guardiano, che gli ricorda la benevolenza di padre Raffaele, assai amato dalla povera gente. Melitone, nel sentire nominare il nuovo frate da poco giunto nel convento, ha un sussulto: gli è amico, ma è spaventato dal suo aspetto e dal suo contegno; inoltre la sua pelle scura, come quella di un mezzosangue, lo ha spinto a chiedersi se non sia parente del diavolo. Il padre guardiano ricorda a Melitone che padre Raffaele ha sofferto molto nella vita, ma un’energica scampanellata interrompe il loro discorso. Melitone corre ad aprire e si trova di fronte a un cavaliere, nient’altri che Carlo, che chiede imperiosamente di padre Raffaele. Melitone si allontana borbottando e poco dopo appare il frate, che altri non è che Alvaro. Ancora una volta Don Carlo sfida il rivale a un duello all’ultimo sangue; Alvaro rifiuta, invoca il suo amore per Leonora e l’abito che porta ma Carlo, irremovibile, fa leva sull’orgoglio del nemico, tacciandolo di vigliaccheria e schiaffeggiandolo. Accecati dall’odio, i due si precipitano al di fuori del convento. 
Leonora, nell’impenetrabile silenzio dell’eremo, non ha trovato la pace nella quale sperava: l’immagine di Alvaro l’ha tormentata rendendo più vivo il dolore di un tempo. Qualcuno batte alla porta, la fanciulla non vorrebbe aprire ma alla fine cede. Davanti a lei è Alvaro, stravolto e sporco di sangue. La sorpresa di rivedere l’uomo amato si muta in orrore nell’apprendere che Carlo è morto; Leonora corre dal fratello. Mentre Alvaro medita amaramente sull’ironia del destino si ode un grido; Carlo ha colpito la sorella a morte. Alvaro impreca e si dispera, ma Leonora gli si rivolge con suprema serenità: c’è una terra promessa nella quale anche il loro amore potrà finalmente esistere. Mentre Alvaro grida tutta la sua amara protesta, il padre guardiano gli si accosta e lo esorta alla fede e alla pietà.


Ruoli


Don AlvaroTenore

Corteggiatore di Leonora
Don Carlo de VargasBaritono

Figlio del marchese
Donna Leonora de VargasSoprano

Figlia del marchese
Padre GuardianoBasso

Francescano
PreziosillaMezzo soprano

 
Fra MelitoneBaritono

Francescano
Il Marchese di CalatravaBasso

Padre di Carlo e Leonora
CurraMezzo soprano

Cameriera di Leonora
Un alcadeBasso

 
Mastro TrabucoTenore

 mulattiere, poi rivendugliolo 
Un chirurgoBasso

militare spagnolo



Fonte